Come sviluppare un negativo partendo da zero

Una guida completa per aiutare chi è alle prime armi

Sviluppo negativi

Chiunque si avvicini al mondo della fotografia analogica, prima o poi, spinto dalla curiosità o dalla necessità, vorrà sviluppare i propri negativi da sé. In questo articolo vi mostreremo e spiegheremo i passaggi da seguire per sviluppare correttamente le pellicole in formato 135 (il comune 24×36 o 35mm), 120 e 127 (per il medio formato).

Come avviene lo sviluppo

Prima di cominciare con la parte pratica, facciamo un breve riassunto per comprendere i passaggi e il funzionamento dello sviluppo.

Lo sviluppo viene effettuato con un’opportuno prodotto chimico detto rivelatore che si occupa di trasformare i sali di argento (o alogenuri) presenti sulla pellicola, in argento metallico di colore nero: ciò avviene in quantità maggiore dove la luce che ha colpito la pellicola era forte, minore dove era più debole.

Subito dopo lo sviluppo segue il bagno di arresto che serve a bloccare l’azione del rivelatore neutralizzandone l’alcalinità. A questo punto sulla pellicola sarebbe già visibile un’immagine negativa, ma nell’emulsione sono ancora presenti dei sali d’argento non trasformati che potrebbero annerire.

Per rimuoverli si ricorre al terzo e ultimo bagno chimico in cui si utilizza il fissaggio per eliminare i sali d’argento residui cosicché la pellicola assuma l’aspetto definitivo con l’immagine negativa.

A questo punto si può già esporre la pellicola alla luce, ma è bene prima effettuare il lavaggio che serve a eliminare ogni traccia di fissaggio e se non eliminato correttamente col tempo macchierebbe indelebilmente il negativo.

Che cosa serve?

Prima di cominciare a sviluppare la nostra pellicola, è bene assicurarsi di avere tutto il materiale e l’occorrente necessario in modo da evitare brutte sorprese nei momenti più cruciali. Quindi: cosa serve per sviluppare un negativo?

Innanzitutto, abbiamo bisogno del nostro rullino: in questa guida vedremo come sviluppare pellicole in formato 135, 120 e 127. Poi avremo bisogno di una tank, le più comuni sono quelle Paterson che possono contenere da una spirale a 5 spirali, ma in commercio si trovano anche le AP e le robuste Jobo.

Ovviamente dobbiamo procurarci anche i chimici per lo sviluppo, l’arresto e il fissaggio del negativo. Ne esistono di varie tipologie in commercio, e in base alla pellicola i produttori ne consigliano diversi. Per quanto riguarda il rivelatore, vi suggeriamo i versatili Kodak HC-110 e D-76 (o l’equivalente Ilford ID-11 che sono degli sviluppi di ottima qualit. L’HC110, in particolare, è estremamente economico se si considera il costo/rullino e si conserva per diversi anni, mentre il D-76 una volta disciolto in acqua non si conserva per più di 6 mesi.

Per il bagno di arresto, non possiamo che consigliarvi di comprare il più economico, in quanto hanno tutti la stessa funzione e praticamente gli stessi chimici.

 

1a Fase: Caricare la Tank

Attenzione! Questa operazione va eseguita necessariamente effettuata nel buio più totale!

Per procedere allo sviluppo vero e proprio del negativo bisogna innanzitutto caricarlo nella sviluppatrice (detta comunemente “tank“) e questa operazione deve essere effettuata assolutamente al buio. Qualsiasi infiltrazione, anche minima, può portare a velature, sovraesposizione e difetti sul negativo, oppure pseudo-solarizzazione se la luce colpisce il supporto in corso di trattamento.

Se non avete una camera oscura dove poter caricare la vostra tank, cercate o predisponete un locale o un’area in modo che sia a tenuta di luce oppure cercate di lavorare in luoghi e in orari di per sé bui (di notte, in cantina, in garage, in un armadio), verificando sempre e comunque sempre che non vi siano infiltrazioni. Altrimenti, una soluzione pratica e conveniente potrebbe essere quella di comprare o costruire una camera oscura portatile.

Per inserire la pellicola nella spirale della tank occorre fare pratica. Con una pellicola scaduta o danneggiata esercitatevi a caricare più volte la sviluppatrice prima alla luce e poi al buio, finché non vi sentirete sicuri in tutti i movimenti. Solo allora potrete incominciare a sviluppare la vostra prima pellicola.

La tank in genere è composta dai seguenti elementi:

  • La tank stessa, che è una sorta di piccola tanica.
  • La colonna centrale, che serve a reggere una o più spirali.
  • La spirale, dove andremo a inserire e avvolgere il negativo.
  • Il coperchio di sicurezza, che insieme alla colonna centrale isola dalla luce tank e spirale.
  • L’agitatore, che serve a ruotare la spirale all’interno della tank.
  • Il tappo o cappuccio, che sigilla completamente la tank una volta che i chimici vengono versati all’interno.

La nostra pellicola va

Ricordate che la spirale interna da inserire nella sviluppatrice deve essere perfettamente asciutta, così che la pellicola possa scorrere facilmente e non produrre attrito con l’umidità. Anche le mani devono essere ben asciutte.

Abituatevi ad agire con metodo fin dalle prime prove: deponete le forbici e le tre parti costituenti la tank (corpo, spirale e coperchio) sempre esattamente nello stesso punto, per ritrovarle facilmente al buio.

 

 

PREPARARSI ALLO SVILUPPO: i diversi formati di pellicola

 

 

 

 

REGOLATE LA SPIRALE

La spirale in plastica puó essere separata, delicatamente, con una leggera pressione in senso antiorario, e predisposta per ricevere pellicole di diverse larghezze, quali quelle dei formati 35 mm e 126 e dei formati 127 e 120. Per regolare la spirale, operazione semplice, seguite attentamente le istruzioni del fabbricante: non forzatela perché potrebbe rompersi.

 

 

 

 

 

 

 

 

CARICATORE 35 mm

Se la coda sporge già dal caricatore, tirate fuori la pellicola per 3 o 4 cmoltre la coda stessa. Tagliate con le forbici, tra una perforazione e l’altra perpendicolarmente ai lati. Successivamente, al buio, aprite il caricatore forzando uno dei coperchi con una forbice, un apribottiglie o con una oggetto adatto non tagliente.

Se invece la coda non sporge dal caricatore, aprite quest’ultimo (naturalmente al buio) e tagliate la pellicola cercando col tatto la posizione tra i fori della perforazione.

 

 

 

 

PELLICOLE IN RULLO 120 e 127

Rompete il sigillo (etichetta Exposed) e svolgete la carta di protezione fino a raggiungere dopo circa 30/35 cm l’inizio della pellicola. Separate la pellicola dalla carta del supporto, tenendola l’inizio con forza tra le dita evitando che scivoli in terra. Arrivati al punto in cui la pellicola é fissata alla carta con un piccolo inserto di carta adesiva, staccatela e lasciate cadere carta e rullo. Raddrizzate infine l’estremità della pellicola.

 

 

 

 

 

 

LE FASI DELLO SVILUPPO: dal caricamento alla archiviazione.

 

 

1 CARICATE LA PELLICOLA (eseguire al buio)

Prima di spegnere la luce, allineate le due fessure di ingresso della pellicola della tank e ponete quest’ultima in modo di avere le fessure di fronte a voi. Al buio, infilate l’estremità della pellicola nelle due guide e spingetela avanti senza forzare finché non incontrate resistenza. Fate attenzione a non piegare la pellicola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 AVVOLGETE LA PELLICOLA  (eseguire al buio)

Fate girare avanti e indietro, alternativamente, le due metà della spirale: la pellicola avanzerà automaticamente. Se incontrate resistenza, non forzate perché si potrebbe rompere la pellicola: nel dubbio sfilate di nuovo la pellicola sganciando la spirale e ricominciate da capo. Esercitatevi prima, alla luce, con una pellicola scaduta.

 

 

 

 

 

 

3 INTRODUCETE LA SPIRALE NELLATANK  (eseguire al buio)

Alla fine dell’avvolgimento, tagliate con le forbici la pellicola all’attacco del rocchetto (ciò é necessario solo per le 35 mm, le altre pellicole hanno l’estremità incollata sulla carta con un nastro adesivo molto prima del rocchetto) accertandovi che sia tutta inserita nella spirale. Una volta verificato il corretto posizionamento, infilate la spirale nella tank e avvitatene con cura il coperchio.

 

 

 

 

 

4 PREPARATE I BAGNI (tutte le prossime operazioni alla luce)

Riempite una caraffa con acqua fredda, e aggiungete acqua calda fino a raggiungere la temperatura di 20 °C

Versate nel relativo cilindro graduato la quantità prevista di sviluppo concentrato, quindi aggiungete l’acqua a temperatura e mescolate bene. Versate negli altri cilindri l’arresto e il fissaggio dalle bottiglie preparate in precedenza. Controllate ancora la temperatura. Portate a zero il contaminuti o il cronometro, oppure segnate delle aste su un foglio, pari ai minuti di sviluppo, e tenete sott’occhio l’orologio.

 

 

 

 

5 VERSATE LO SVILUPPO NELLA TANK

Tolto il tappo della tank, lasciando ben chiuso il coperchio, versatevi senza esitazione lo sviluppo (bastano 3 o 4 sec.) e fate partire il contaminuti o il cronometro. Battete leggermente la tank sul piano di lavoro, poi fate ruotare alcune volte la spirale avanti e indietro, con l’asta apposita, per eliminare le bolle d’aria. Rimettete infine il tappo.

 

 

 

 

 

6 AGITATE LA TANK

Agitare la tank rovesciandola ritmicamente, come nella figura. Nel primo minuto occorre normalmente un’agitazione continua di 20 o 30 sec.; successivamente bastano due o tre rovesciamenti ogni minuto. É bene prendere confidenza con i movimenti di agitazione facendo delle prove senza la pellicola e con sola acqua (asciugate poi perfettamente la spirale). Con il tempo imparerete l’importanza delle agitazioni ed il loro effetto sul negativo.

 

 

 

 

 

 

7 SCARICATE LO SVILUPPO

Allo scadere del tempo fissato dalle tabelle del produttore, togliete il tappo della tank e, se usate (come consigliamo per i primi tempi) uno sviluppo ‘usa e getta’, vuotate lo sviluppo in un luogo idoneo per essere smaltito; in caso contrario versate lo sviluppo, con un imbuto, nella sua bottiglia per il riutilizzo. Gli sviluppi ‘usa e getta’ (in inglese one shot: una volta sola) non devono mai essere riutilizzati, gli altri possono essere usati per un numero di volte (stabilito con cautela) definito dal produttore, secondo diluizione.

 

 

 

 

 

 

8 BAGNO DI ARRESTO

Versate il bagno d’arresto dal cilindro graduato nella tank e rimettete il tappo. Agitate per 15 s e aspettate per altri 30 sec.. Agitate ancora ogni 30 sec. per un tempo compreso tra il minuto e mezzo e i tre minuti. Con l’imbuto pulito riversate l’arresto nella sua bottiglia: può essere riutilizzato per almeno altre 20 pellicole (o almeno fino a quando non si scurisce) ma costa così poco che vale la pena cambiarlo spesso.

 

 

 

 

9 VERSATE IL FISSAGGIO

Versato il fissaggio, rimettete il tappo e fate partire il contaminuti. Agitate per 10 s e poi una volta ogni minuto. Verso la fine del tempo di fissaggio previsto, togliete il coperchio e guardate la pellicola, che non deve essere più lattiginosa, ma trasparente e con i neri ben evidenti: se fosse ancora lattiginosa, vuol dire che il bagno di fissaggio é esaurito. Conviene riprepararlo immediatamente e ricominciare con un nuovo bagno di fissaggio.

 

 

 

 

 

10 LAVAGGIO DELLA PELLICOLA

Aprite il rubinetto e misurate la temperatura dell’acqua, che deve essere di 18-22 “C perché un repentino raffreddamento può danneggiare l’emulsione della pellicola. Se l’acqua é troppo fredda e non disponete di un rubinetto miscelatore, fate qualche lavaggio a temperatura decrescente, servendovi di una brocca. Inserite quindi sul rubinetto un tubo di gomma e infilatelo nel foro della tank: lasciate poi correre l’acqua per 30 minuti. Terminato il lavaggio, togliete il tubo, mettete qualche goccia di imbibente e agitate per 60 secondi. Lasciate riposare per altri 60 sec. quindi aprite la tank ed estraete la spirale.

 

 

 

 

 

 

11 ASCIUGATE LA PELLICOLA

Agganciate una pinza all’estremità della pellicola ed estraetela dalla spirale. Appendete la pinza ad un sostegno precedentemente predisposto. Togliete l’eccesso d’acqua dalla pellicola lasciandola scolare appesa, eventualmente utilizzando a cascata un mezzo bicchiere di acqua distillata o minerale. Evitate la pinza tergipellicola o le dita perchè potreste produrre abrasioni e/o rigature. Applicate una seconda pinza all’estremità inferiore della pellicola perchè rimanga  tesa. Lasciate quindi asciugare la pellicola: l’ambiente deve essere ventilato e senza polvere e non devono esserci fonti di calore troppo vicine alla pellicola.

 

 

 

 

 

 

 

 

12 AGGIORNATE LE ETICHETTE

É bene segnare sempre sull’etichetta dell’arresto e del fissaggio quante volte sono stati utilizzati. Un sistema comodo é quello di segnare su tali etichette (oltre al nome del prodotto usato, alla diluizione e alla data di preparazione) anche un numero di trattini verticali uguale al numero di volte che il prodotto può essere riutilizzato e di sbarrare un trattino ogni volta che si usa tale prodotto

per sviluppare una nuova pellicola.

 

 

 

 

 

 

 

 

PER FINIRE: RIPONETE I NEGATIVI

Quando la pellicola é perfettamente asciutta, tagliatela in spezzoni di 6 fotogrammi per il formato 35 mm, e di 3 fotogrammi per il formato 120. Ogni spezzone va infilato separatamente in una busta: le più adatte sono le buste multiple, di carta trasparente o di plastica, che possono contenere un intero caricatore. Sulla custodia delle buste si possono riportare tutte le informazioni utili, quali il tipo di pellicola, lo sviluppo e la data e il soggetto di ciascun fotogramma. I negativi sono anche visibili in trasparenza, senza che sia necessario estrarli dalle buste.

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